Fernet Branca

etichetta: Fernet-Branca
tipologia: amaro
provenienza: Lombardia, Italia
produttore: Fratelli Branca Distillerie srl
alc. vol.: 39%
formato: 70 cl tubo metallo

Descrizione

Nato a Milano nel 1845, all’interno delle distillerie Branca fondate da Bernardino Branca, con l’impiego di 27 radici e spezie, ma forse segretamente se ne possono contare qualcuna di più, visto che alla preparazione della dosi finali della ricetta presiede il solo Cavalier Branca. Fra questi botanici si riconoscono la mirra, le radici di genziana, la cannella, il rabarbaro, la china, le scorze di agrumi, il costoso zafferano e l’aloe ferox. La mirra ha una funzione dilatante del pirolo dello stomaco, mentre le altre hanno comprovate virtù digestive ed antisettiche.
Le spezie vengono macerate in alcol separatamente e con tecniche diverse di estrazione, ed il risultato, opportunamente filtrato viene invecchiato per un anno in botti di rovere, nelle immense cantine poste sotto l’abitato milanese di via Resegone.
Ancora oggi la ricetta è divisa fra il proprietario ed alcuni dipendenti. Il primo pesa ancora segretamente 6 spezie, le più connotanti dell’amaro, in una stanza dai vetri oscurati, mentre gli altri conoscono solo la dosatura delle erbe di loro competenza. In questo modo il segreto della composizione del fernet rimane tale. Lo stesso vale per il prodotto Carpano di proprietà dell’azienda.
In passato le cantine necessitavano di 40 maestri d’ascia per mantenere in efficienza le 800 botti all’interno di esse, contando che l’azienda aveva ad inizi ‘900, quasi cento prodotti liquoristici in catalogo.
Bernardino Branca era uno speziario, mestiere antico che esercitava a Pallanza, sul lago Maggiore, sede di rinomati alberghi con annesse terme. Questo mestiere andava di pari passo con le cure termali che l’allora nobiltà e borghesia arricchita erano soliti fare nei luoghi di villeggiatura.
Ma in quel tempo imperversavano anche le malattie infettive dell’apparato digerente a causa delle malsane condizioni di vita e Branca notò come il suo rimedio fosse particolarmente efficace per la loro cura.
Scoppio un epidemia di colera a Milano e Branca
decise che quella poteva essere una buona occasione per rendere famoso il suo prodotto. Si trasferì a Milano, ed aprì un’attività di liquorista, prima in zona bastioni di Porta Nuova e successivamente nella sede attuale, per sfruttare il boom della liquoristica che caratterizzò il periodo. Inizialmente il suo prodotto veniva venduto nei mercati rionali da lui stesso e grazie ai buoni risultati curativi prese ad essere un liquore di uso comune per la cura delle disfunzioni digestive.
Il nome ha origini controverse e ha più spiegazioni, che la stessa azienda, in passato, ha contribuito a creare. L’unica, quella vera, viene raccontata personalmente dal gentile personale che opera le guide al Museo Branca.
Furono ritrovati negli archivi dell’azienda delle ricette firmate da un certo Fernet, medico ed erborista svedese che lavorava negli anni della fondazione con Bernardino Branca. Forse una fortunata coincidenza li fece incontrare sul lago e li fece decidere per la creazione di un nuovo amaro. Il mistero però è piuttosto fitto poichè ad esclusione dei documenti firmati non ci sono foto di questo personaggio, neanche in quelle di gruppo di fronte alla sede produttiva, che caratterizzavano il periodo.
Trovandosi l’azienda a Milano, negli anni si è voluto far credere che Ferner fosse l’union di due parole dialettali: Fer (piastra di ferro) e Net (lucido). La leggenda dice che il trito di erbe lasciava lucida la piastra calda utilizzata dalla moglie del fondatore, Maria Scala, per eseguirlo quando era ancora una preparazione legata alla tradizione di famiglia.
Un altra leggenda è legata alla lavorazione dell’Aloe Ferox, una linfa cristallizzata della pianta omonima, che sciolta in acqua calda, lasciava lucido la sorta di mestolo di metallo, utilizzato per la sua emulsione nell’infusore che è ancora visibile all’interno del museo.
Il liquore fu venduto fino agli anni 40 all’interno di farmacie e apoteche ed era considerato a tutti gli effetti un prodotto stomachico da utilizzare anche contro la febbre malarica e il colera, da vendersi sotto prescrizione medica.
A dimostrazione di ciò il Fernet fu venduto nelle farmacie anche durante il proibizionismo americano.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale il prodotto perse le sue connotazioni mediche ed iniziò, con il benessere economico seguente, negli anni 60 ad essere venduto liberamente, sia come digestivo sia come aperitivo.
Famosa la pubblicità su Carosello con il famoso slogan “Fernet Branca, Digestimola”, grande invenzione di marketing anni 70 che determinò il successo del prodotto.
Molto bello uno dei primi calendari pubblicitari al mondo, datato 1886, dove una procace “bersagliera” scollata, che fece sicuramente scandalo fra i perbenisti dell’epoca, porge un ottimo fernet ad un guerriero africano. Siamo negli anni del colonialismo e l’Italia ha ottenuto il protettorato della Somalia ed è vicina alla conquistata dell’Eritrea. I bersaglieri erano presenti sul teatro di guerra e qui festeggiarono i loro 50 anni della fondazione, a cui Branca rese omaggio.
Interessante anche la storia del marchio che nel 1895 cambiò ad opera di Leopoldo Metlikovitz che disegno un aquila che sormontava il mondo.
Il successo e la distribuzione mondiale del prodotto andava celebrato: l’aquila, simbolo del potere, stringeva negli artigli una bottiglia del celebre fernet, mentre una fascia rossa “Branca” avvolgeva la Terra.
Oltre al consumo liscio , il Fernet ha ottenuto un ottimo consenso, sopratutto in Sud America come long drink miscelato alla Coca Cola, per un cocktail veramente digestivo…
Il Fernandito, così si chiama questo drink che unisce di fatto i due digestivi commerciali più potenti, è oggetto di culto fra la popolazione argentina, tanto che ogni anno si contano decine di visitatori alla fabbrica. Per via del successo del Fernet si contano decine di imitazioni, che se in Italia, sono andate via via scemando, in Argentina sono ben presenti.
Molti di esse sono collezionate nel museo Branca, come curioso cimelio, visto che l’imitazione è la forma più alta di ammirazione…
Sempre appartenente alla famiglia Branca anche il famoso Branca Menta ottimo digestivo, di fatto un Fernet, dalla marcata sensazione mentolata, protagonista di bellissime pubblicità su Carosello, in cui, anticipando i tempi odierni, che hanno come protagonista Stanislav, scolpiva il bicchiere da consumo nel ghiaccio con il riuscitissimo slogan ” Brrrr, Brancamenta….”
La sua origine, datata 1965, è la dimostrazione dello spirito di osservazione dei grandi uomini d’affari.
Verificato che molte persone, sopratutto le donne, apprezzavano degustare il liquore amaro, con l’aggiunta di qualche foglia di menta fresca, tornò in azienda e si affrettò a mettere a punto un Fernet con l’aggiunta della miglior menta italiana, quella di Pancalieri, in provincia di Torino. La storia vuole che anche la grande cantante Maria Callas fosse un bevitrice di questo prodotto prima dei suoi concerti. Il motivo che lei asseriva era semplice: la menta disinfettava la gola e la mirra aveva la funzione di dilatare e rilassare i muscoli dell’apparato digerente.

 

Informazioni aggiuntive

Peso 1.38 kg

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